Osservatorio SIC | Sostenibilità & Comunicazione 2020

sostenibilità

“La crisi non ferma il percorso verso la sostenibilità”

Con questo claim si è aperto oggi, 16 dicembre 2020, l’appuntamento annuale dell’Osservatorio Permanente su Sostenibilità e Comunicazione, promosso da SIC in collaborazione con l’istituto Format Research che si pone l’obiettivo di monitorare annualmente l’atteggiamento delle imprese verso la sostenibilità – nelle sue dimensioni sociale, ambientale ed economica – e di anticiparne i possibili sviluppi, con un focus specifico su come la sostenibilità viene comunicata all’esterno.

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Nell’articolo vengono presentati:

  1. Il contesto dentro il quale il report si delinea
  2. I dati più importanti del 2020
  3. Gli interventi più interessanti del convegno

IL CONTESTO

La paura che la crisi causata da Covid-19 uccida l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è diffusa, e non priva di fondamento. Eppure l’Europa prosegue con forza lungo la strada del Green Deal presentato nei mesi scorsi – che punta a un’economia carbon neutral entro il 2050 – nella consapevolezza che il modello economico basato su un intenso sfruttamento delle risorse naturali e sulle emissioni inquinanti non sia più sostenibile. Il tema della sostenibilità emerge con forza anche per le imprese: tutte le aziende sono chiamate a muoversi lungo questa direzione, che non riguarda solo l’ambiente, ma anche la governance e gli impatti sociali della propria attività.

L’emergenza ha messo più che mai in luce l’esigenza di ricercare un equilibrio capace di generare valore condiviso per tutti gli stakeholder, sotto diversi profili: ambienteoccupabilitàtutela dei dirittisviluppo dell’innovazione volta a migliorare la qualità della vita. Un’esigenza che ha anche risvolti economici: banche d’affari e grandi investitori internazionali sono convinti che gli investimenti Esg (acronimo per Environment, social e governance) saranno il trend del prossimo decennio.

I DATI DEL 2020

Ecco i dati più interessanti scaturiti dalla ricerca presentata durante l’evento:

  • Aumenta il numero di imprese che si definiscono «sostenibili», passando dal 78,7% della rilevazione precedente all’83,8%. Per il 35,8% la sostenibilità è «il modo di fare impresa da qui in avanti», concezione fatta propria soprattutto dalle grandi aziende (55,5%).
  • Solo il 9,7% delle imprese redige il bilancio di sostenibilità solo lo 0,5% quello ambientale. Le più attente sono le grandi imprese: il 45,1% redige almeno uno dei due bilanci.
  • La quota di budget destinata alla comunicazione della sostenibilità ammonta a poco più del 5% del budget complessivo destinato alla comunicazione, valore invariato (79,6%) o superiore (18,7%) rispetto agli anni precedenti. A investire di più sono le grandi imprese (33,3%), in particolare quelle del Nord Est (25,1%) e del settore servizi alle imprese (20,4%) o industria (20,1%).
  • C’è ancora molto da lavorare sulla comunicazione esterna della sostenibilità: il 44% delle imprese la reputa non efficace. Il dato negativo cresce particolarmente nelle aziende del Centro Italia (66,3%) e del settore servizi alle imprese (54,3%).
  • Le politiche per la sostenibilità hanno un impatto importante sulla reputazione aziendale per oltre il 60% delle imprese. Le più convinte sono le grandi imprese (71,8%) e quelle del Nord Est (78,4%)
  • Tra le imprese che considerano basso l’impatto delle politiche per la sostenibilità sulla reputazione, due su tre ammettono che la sostenibilità non rientra tra le proprie strategie aziendali. Una su quattro vorrebbe invece investire sulla sostenibilità ma non ha risorse per farlo.
  • Per il 68,5% delle imprese la sostenibilità è un vantaggio competitivo. I principali destinatari della comunicazione sulla sostenibilità sono i propri clienti/consumatori, ma sono in crescita le imprese che credono sia importante comunicare la sostenibilità ai propri dipendenti (25,8% vs. 7,1% del 2018).
  • Aumentare il grado di soddisfazione dei propri dipendenti e migliorare la brand reputation sono i principali risultati conseguiti dalle imprese sostenibili, le quali riescono a perseguire i propri obiettivi in maniera significativamente superiore rispetto alle imprese che si auto-percepiscono come «poco sostenibili».
  • Esistono tre dimensioni della sostenibilità ma la dimensione ambientale è la più trasversale: il 95% del campione la ritiene essenziale affinché un’impresa possa definirsi sostenibile. Solo il 56,6% delle aziende intervistate pensa che per ritenere un’impresa «pienamente sostenibile» sia necessario un mix di tre fattori: ambientale, economico e sociale.
  • programmi verso la comunità sono previsti solo da un’impresa su quattro, con differenze significative per dimensione aziendale e per settore di attività. 
  • La sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle imprese delinea le traiettorie di sviluppo per le aziende e per il Paese. Ma nel cammino verso la sostenibilità, le difficoltà principali che gli imprenditori devono affrontare riguardano la mancanza di budget e di competenze qualificate. Infatti tra le aziende che incontrano difficoltà nel percorso verso la sostenibilità il 46% ritiene che la mancanza di budget sia uno dei principali ostacoli.
  • Sostenibilità non fa rima solo con ambiente. La responsabilità sociale è fondamentale nel percorso verso un modo più sostenibile di fare impresa e sono sempre di più le aziende che ne percepiscono il valore. Infatti per il 63% delle aziende un’impresa davvero sostenibile tiene conto del benessere dei dipendenti.

Rispetto alle precedenti, l’edizione 2020 si è arricchita di due elementi:

  • un approfondimento monografico relativo al tema della comunicazione nelle imprese sostenibili, con l’obiettivo di comprendere in che modo sono diffuse – sia verso l’interno che verso l’esterno dell’impresa – le politiche adottate
  • un indice di sostenibilità che permetta di tracciare un quadro della situazione del tessuto imprenditoriale italiano in materia di Csr.
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LA TAVOLA ROTONDA

Sono intervenuti: Elena Rabaglio (co-founder Mediatyche), Sergio Costa (ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare), Pierluigi Ascani (direttore FormatResearch), Carlo Robiglio (presidente Piccola Industria e vice presidente Confindustria), Saverio Addante (presidente Confindustria Intellect), Gianluca Benamati (vicepresidente commissione Attività produttive Camera dei Deputati), Vittoria Ganassini (head of Corporate communication, Csr and Strategic planning Istituto Ganassini), Maria Cristina Giacobbo Scavo (Ceo Value Services), Omer Pignatti (amministratore delegato Homina), Giuseppe Zuliani (direttore Customer marketing e Comunicazione Conad), Massimo Tafi (amministratore unico Mediatyche).

Molto interessanti gli interventi di:

  • Maria Cristina Giacobbo Scavo, esperta di Finanza Agevolata che ha presentato dati e opportunità concrete – soprattutto per le PMI – a cui è possibile attingere per usufruire di interventi ad hoc per lo sviluppo di piani di impresa che premiano le scelte sostenibili.
  • Giuseppe Siliani che ha presentato il lavoro pionieristico di Conad sul tema sostenibilità: “da anni facciamo tutto questo per creare valore, è una dimensione nuova ma la dimensione di sviluppo a cui tendere e a cui tutti gli imprenditori dovrebbero tendere è questa”.
  • Ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “La Green Finance è il nuovo strumento sperimentale per la riconversione verde delle PMI. Abbiamo individuato sei indicatori concreti e siglato un’intesa con gli istituti di credito per sostenere le imprese virtuose”
  • Vittoria Ganassini che ha delineato il lavoro concreto che serve oggi all’interno dell’azienda per portare a casa una rendicontazione efficace della sostenibilità, ravvisando tuttavia una mancanza concreta di professionalità pronte su questo tema sul mercato.

Riguarda la diretta dell’evento: https://www.facebook.com/mediatyche/videos/854255448667417

Fonte: https://www.sic-comunicazione.it/

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